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Nomisma: per l'immobiliare ripresa nel 2010

    30.03.2009

Dallo studio sulla tendenza del mercato immobiliare in tredici città italiane di media dimensione (Novara, Bergamo, Brescia, Verona, Parma, Modena, Trieste, Livorno, Ancona, Perugia, Salerno, Taranto e Messina) nel corso dei dodici mesi appena trascorsi, Nomisma ha rilevato una tendenza negativa per il settore immobiliare. Le transazioni effettuate nel corso del 2008 sono state 120'000 in meno rispetto al 2007, pari ad una discesa percentuale del 15.1%. Un po' inferiore la riduzione per gli immobili di tipo commerciale (-11.7%) e per quelli produttivi (-8.7%).

Nomisma stima che il miglioramento nel settore non dovrebbe iniziare prima del 2010.

 

Dallo studio di Nomisma si evince che anche nei centri oggetto dell'indagine, le difficoltà del settore hanno riguardato tutti i diversi aspetti: domanda, numero di transazioni e quotazioni sia per gli immobili in vendita che per quelli in affitto, hanno tutti fatto segnare u una flessione.

Per quanto riguarda il numero di transazioni, il calo è stato addirittura maggiore nei centri di media dimensione rispetto alle grandi città.

Rispetto alla crisi che ha colpito il settore, ne sta almeno in parte traendo profitto il comparto degli affitti, sul quale, si è notato un ritorno di interesse. Questa situazione dovrebbe proseguire almeno fino a quando le restrizioni sul credito torneranno ad allentarsi e i prezzi saranno calati ulteriormente rispetto ai livelli attuali, data la prevista fase deflazionistica che dovrebbe colpire il settore immobiliare.

Nonostante questa situazione, anche i prezzi degli affitti hanno fatto registrare una flessione, a causa dell'ampia offerta e a causa del fatto che i redditi dei nuclei familiari sono rimasti invariati.

E' la prima volta nel corso degli ultimi dieci anni che i prezzi delle abitazioni fanno registrare un calo: -2.2% per gli immobili residenziali nuovi, -2.4% per gli immobili residenziali usati, -2% per i negozi, -1.9% per i capannoni. In controtendenza box auto e garage, con un +0.9%. Le flessioni riguardano tutte le città oggetto dell'indagine. 

La crisi nel settore ha comportato una dilatazione nei tempi di compravendita. Questo trend, iniziato nel 2004, ha fatto si che nel volgere di qualche anno la durata delle transazioni sia praticamente raddoppiata, raggiungendo i 6-7 mesi. L'eccezione anche in questo caso è rappresentata dai box auto, per i quali, anche a causa del prezzo piú contenuto, la durata delle transazioni è di circa 4 mesi.

Per quanto riguarda gli immobili residenziali nuovi, il mercato è caratterizzato da tempi di compravendita piú lunghi rispetto a quelli dell'usato. Le ragioni di questo dipendono dal fatto che le nuove abitazioni sorgono generalmente nelle zone al di fuori dei centri storici urbani, nelle cosiddette aree di espansione, nelle quali l'offerta è maggiore.

 

Le stime per il 2009 indicano un ulteriore calo nel numero delle compravendite che potrebbero assestarsi attorno a 620-630 mila e un ulteriore calo delle quotazioni nell'ordine del 7-8%

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